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28 Giugno 2018

Abolizione chiamata diretta: insorge l’ANP, un danno per gli studenti

“Ancora una volta si pretende di modificare una norma di legge imperativa con un accordo contrattuale tra parti, cosa che nel nostro ordinamento non sarebbe consentita”

Lo sostiene Antonello Giannelli, presidente di Anp, l’Associazione nazionale presidi parlando con l’ANSA dell’abolizione della chiamata diretta dei docenti, precisa che i dirigenti scolastici non sono “innamorati di questo istituto in quanto tale, questa abrogazione può far comodo anche ai presidi che hanno un obbligo in meno, il problema è che ma fa male all’utenza”.
“L’istituto della chiamata diretta – spiega Giannelli – era positivo: consentiva di scegliere i docenti più adatti per l’offerta formativa della scuola, permetteva insomma di adattare il servizio alle esigenze dei ragazzi. Tuttavia è stato svuotato di contenuti perchè, per mezzo di accordi, si è consentito ai docenti di spostarsi e accedere alla mobilità straordinaria e questo ha portato via dalle scuole gran parte dei docenti che i dirigenti avevano scelto, spesso rinunciando alle loro ferie”.
Il presidente dell’Anp ricorda che nel 2016 molti dirigenti rinunciarono alle ferie ma poi ai primi di settembre, grazie ai contratti sulla mobilità, i docenti scelti se ne andarono e quindi l’istituto giuridico della chiamata diretta è stato già allora svuotato di contenuto; lo stesso è avvenuto anche lo scorso anno. Oggi hanno voluto sancirlo”. La domanda dei dirigenti è: “Il servizio scolastico per chi esiste? Se non vogliamo un miglioramento della qualità del servizio basta che ne siamo consapevoli. Evidentemente il Miur ha l’idea che l’istituto della chiamata diretta non dia un vantaggio alla qualità del servizio”. (ANSA).

Fonte dell’articolo: ANSA



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