CONCORSI

15 Ottobre 2019

Al via il concorso straordinario Abilitazione anche per gli idonei

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2 April 2019

Decreto legge/ammessi i triennalisti della secondaria

Marco Nobilio

Sono 24 mila le immissioni in ruolo per altrettanti docenti su posto comune e sostegno nella scuola secondaria di I e II grado. È il contingente fissato dal governo per il concorso straordinario previsto da un decreto legge varato dall’esecutivo il 10 ottobre scorso. Il dispositivo prevede, inoltre, la costituzione di graduatorie aggiuntive agli elenchi di merito dei concorsi del 2016 e del 2018, regione per regione. Graduatorie nelle quali saranno inclusi gli aventi titolo all’immissione in ruolo che, sebbene siano risultati vincitori dei concorsi ordinari del 2016 e del 2018 nella regione inizialmente prescelta, non siano risusciti ad ottenere l’immissione in ruolo per mancanza di posti.

In ogni caso, le assunzioni a tempo indeterminato dei vincitori della selezione riservata saranno effettuate dopo quelle dei vincitori dei concorsi ordinari. Compresi gli aventi titolo che saranno inseriti nelle graduatorie aggiuntive. Che comunque saranno trattati in subordine rispetto ai candidati della graduatoria di merito già costituita all’esito del concorso ordinario. Fermo restando che la quota di assunzioni destinata alle assunzioni da concorso ordinario e straordinario dovrà essere decurtata dei posti spettanti alle immissioni in ruolo degli aspiranti docenti ancora collocati nelle graduatorie a esaurimento. E che le immissioni in ruolo da concorso straordinario non potranno comunque superare il numero di assunzioni destinate alle assunzioni degli aventi titolo in quanto vincitori di concorso.

L’accesso al concorso riservato sarà consentito ai candidati, anche di ruolo, che siano in grado di vantare almeno tre anni di servizio, anche non consecutivi, nel periodo compreso tra il 2011/2012 e il 2018/2019 su posto comune o di sostegno. Per essere considerato valido, ogni anno di servizio deve essere stato prestato per almeno 180 giorni oppure se prestato ininterrottamente dal 1° febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale.

È comunque necessario che almeno uno dei tre anni di servizio sia stato svolto nella specifica classe di concorso o nella tipologia di posto per la quale si concorre. Sarà considerato valido solo il servizio prestato nella scuola statale e si potrà partecipare solo per una classe di concorso o, in alternativa, per il sostegno. L’accesso è vincolato al possesso del titolo di studio di accesso alla classe di concorso per la quale si concorre. I candidati che intendono partecipare per il sostegno dovranno essere in possesso anche del relativo diploma di specializzazione.

Il concorso straordinario sarà indetto con un unico provvedimento a livello nazionale, ma la procedura si svolgerà a livello di singole regioni. L’immissione in ruolo sarà garantita solo ai vincitori. E cioè ai candidati che, fermo restando il superamento delle prove con un punteggio minimo di almeno 7/10 per ogni prova, risulteranno collocati nella graduatoria di merito in posizione utile rispetto al numero de posti messi a concorso. Lo scorrimento della graduatoria di merito, quindi, avverrà solo fino alla concorrenza dei posti messi a concorso.

La selezione verterà su di una prova scritta computer basic con quesiti a risposta multipla, il cui programma sarà lo stesso del concorso del 2018. Il superamento della prova è vincolato al conseguimento di una valutazione non inferiore a 7/10. Ai fini della graduatoria di merito saranno valutati anche altri titoli che saranno definiti successivamente con apposito provvedimento. I vincitori otterranno l’assegnazione della sede e saranno sottoposti al periodo di formazione di prova.

Coloro con non possiedono i 24 Cfu necessari per l’accesso all’insegnamento dovranno conseguirli durante l’anno di prova con costi a carico dello stato. La conferma in ruolo avverrà all’esito del superamento di una prova orale davanti al comitato di valutazione di scuola. Che sarà integrato con la presenza di un esperto esterno individuato tra i dirigenti tecnici, i dirigenti scolastici o tra docenti della stessa disciplina che insegnano in altra scuola. Fermo restando che il membro esterno non avrà diritto né alla retribuzione, né a indennità, ma solo ad eventuali rimborsi spese.

Il superamento dell’anno di prova darà luogo anche al conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento. I candidati che supereranno la prova scritta, ma non risulteranno collocati in posizione utile per l’immissione in ruolo, potranno conseguire l’abilitazione, previo conseguimento dei 24 Cfu con costi a carico degli interessati, e il superamento di una prova orale.

La composizione della commissione che valuterà gli aspiranti all’abilitazione, le modalità e i contenuti della relativa prova saranno definiti con un decreto del ministero dell’istruzione. In ogni caso, il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento non darà diritto ad essere assunti alle dipendenze dello stato. Ma potrà essere utilizzato ai fini dell’inserimento nelle graduatorie di istituto di II fascia ed, eventualmente, per insegnare nelle scuole private paritarie.


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