Mentre si attendono i risultati della mobilità per l’anno scolastico 2026/27 — che saranno pubblicati dagli Uffici Scolastici il prossimo 29 maggio — molti docenti stanno già guardando al prossimo passaggio: la domanda di assegnazione provvisoria.
Al momento, si è in attesa delle indicazioni ufficiali del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), ma è comunque possibile fare il punto sulle condizioni necessarie, sulle novità introdotte recentemente e sui tempi probabili della procedura.
Cos’è l’assegnazione provvisoria e chi può richiederla
L’assegnazione provvisoria è una misura di carattere temporaneo e straordinario, pensata per rispondere a situazioni personali o familiari particolari. Non è quindi un trasferimento definitivo, ma uno spostamento valido per un solo anno scolastico.
Per poter presentare la domanda è fondamentale dimostrare una specifica esigenza, che deve riguardare:
- il ricongiungimento con i familiari, oppure
- la tutela della propria salute.
Nel dettaglio, la richiesta può essere avanzata nei seguenti casi, purché adeguatamente documentati:
- ricongiungimento ai figli o ai minori in affidamento;
- ricongiungimento al coniuge, al partner di unione civile o al convivente (come previsto dalla Legge 76/2016);
- ricongiungimento a persone con cui si convive stabilmente, inclusi parenti o affini (serve la residenza anagrafica comune);
- assistenza a familiari con disabilità riconosciuta (Legge 104/92), anche se non si vive insieme;
- gravi problemi di salute del richiedente;
- ricongiungimento ai propri genitori.
Le novità introdotte dal Decreto PNRR 2026
Una delle principali novità arriva dal percorso di approvazione del Decreto-Legge PNRR 2026.
In particolare, la Commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento che modifica i criteri per ottenere le deroghe ai vincoli di mobilità. Questo intervento è stato sostenuto anche dal sindacato Anief.
La novità più importante riguarda la possibilità di chiedere l’assegnazione provvisoria per ricongiungersi a un genitore con più di 65 anni. Si tratta di un cambiamento significativo, soprattutto perché nel contratto precedente (CCNI 2025/28) questa situazione non era riconosciuta come motivo valido per superare il vincolo triennale.
Non è stata invece approvata la proposta di estendere la deroga ai docenti con figli fino a 16 anni (rispetto all’attuale limite di 14 anni). Questa modifica era stata pensata per garantire la stabilità familiare fino al termine dell’obbligo scolastico dei figli, ma non ha ottenuto il via libera. Tuttavia, resta possibile che in futuro possano esserci ulteriori aggiornamenti normativi.
I tempi previsti per la procedura
Basandosi sull’esperienza degli anni passati, è possibile ipotizzare il calendario delle prossime fasi.
- Giugno: sarà dedicato alla definizione del nuovo accordo tra Ministero e sindacati e alla determinazione dell’organico di fatto, cioè dei posti realmente disponibili nelle scuole.
- Luglio: si aprirà la finestra per la presentazione delle domande. Di solito dura tra i 10 e i 14 giorni.
- Fine luglio / inizio agosto: pubblicazione delle graduatorie provvisorie.
- Subito dopo: breve fase di reclamo, per correggere eventuali errori.
- Entro metà agosto: pubblicazione degli esiti definitivi.
Attenzione: norme ancora in attesa di conferma
È importante ricordare che alcuni aspetti fondamentali — come le modalità di compilazione della domanda, le precedenze e i requisiti precisi — saranno confermati solo dopo la firma ufficiale del nuovo contratto.
Infatti, si è ancora in attesa del CCNI sulla mobilità annuale 2026/27, che definirà nel dettaglio tutte le regole.
Nota editoriale
Questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e revisionato dalla redazione.
