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8 Luglio 2022

Compiti a casa nel tempo pieno, nel tempo prolungato e nelle vacanze: progettare per tempo l’Anno Scolastico in un modello di “Informativa”

Compiti a casa nel tempo pieno, nel tempo prolungato e nelle vacanze: progettare per tempo l’Anno Scolastico in un modello di “Informativa”

8 July 2022

Molti studenti concordano sul fatto che i compiti durante le vacanze siano davvero una forma di punizione crudele e insolita. E ne parliamo adesso, in stagione estiva, per avviare un’analisi, seria e impegnativa, per fronteggiare, ad inizio d’anno, il problema che, ormai da decenni, caratterizza il dibattito non solo scolastico ma anche, talvolta, istituzionale relativamente alla questione “compiti” a casa e durante le vacanze. I compiti a casa sono caduti in disgrazia nel corso dei decenni. Oggigiorno con le recenti tendenze di sovraccarico di informazioni, programmi di attività pieni e obesità infantile, non sorprende che gli insegnanti (non solo, quindi, i genitori e gli stessi alunni) stiano riconsiderando la loro posizione sui compiti. Pur nel riconoscimento dell’autonomia e dell’indipendenza dell’insegnamento, come ribadito dall’art. 33 della Costituzione Italiana – scrive il Dott. Bruno Lorenzo Castrovinci, illuminato dirigente scolastico – è necessario e urgente sensibilizzare il personale docente, anche alla luce di alcune Circolari (un poco datate ma sempre in vigore) del MIUR e degli orientamenti che nel tempo hanno caratterizzato numerosi ministri della pubblica istruzione e che, specie ad apertura della stagione estiva (non per tutti gli alunni davvero momento di relax considerata la mole di attività di studio lasciata dai loro docenti) si ripropone come tema attuale e di rilevante importanza. Non già per la stagione estiva, ma per le implicazioni che sarebbe necessario attenzionare ad inizio del nuovo anno scolastico.

La normativa: tre circolari ministeriali che confermano la necessità di porre attenzione alla questione compiti

Il Dott. Bruno Lorenzo Castrovinci nella sua attenta circolare richiama in particolare l’attenzione del personale docente su alcune disposizioni normative:

  • La C.M. n. 62 del 20.2.1964: indica che i compiti a casa sono “particolari forme di lavoro indispensabili per la formulazione dei giudizi che la scuola è tenuta ad esprimere” i quali si contemperano con “l’esigenza di dosare opportunamente il lavoro a casa” ;
  • La C.M. n. 431 del 30.10.1965: la quale precisa che “Un sovraccarico degli impegni di studio nuoce alla salute dei giovani” e che l’assegnazione dei compiti a casa deve tener conto della “necessità di contemperare le varie e non sempre concordi esigenze delle famiglie” ;
  • La C.M. n. 177 del 15.5.1969: indica che “va considerato che nelle giornate festive moltissime famiglie italiane trovano l’unica occasione di un incontro dei propri membri”. Tale nota ministeriale, tutt’ora vigente, dispone che agli alunni delle elementari (primaria) e medie (secondaria di primo grado) “non vengano assegnati compiti a casa per il giorno successivo a quello festivo”.

La Circolare ministeriale n. 62 del 20 febbraio 1964

La Circolare ministeriale n. 62 del 20 febbraio 1964 del Ministro Luigi Gui (1962-1968): “Compiti scolastici da svolgere a casa e in classe. Da più parti è stato segnalato al Ministero che in talune scuole secondarie gli alunni sarebbero sottoposti ad un carico eccessivo di lavoro per compiti scolastici da svolgere a casa. Premesso che tali segnalazioni in molti casi non corrispondono a situazioni di effettivo disagio, si ritiene tuttavia opportuno richiamare l’attenzione dei capi d’istituto e degli insegnanti affinché l’inconveniente lamentato non abbia in alcun caso a verificarsi e soprattutto non abbia ad assumere aspetti di sistematicità. Non occorre qui ricordare come alla formazione culturale dell’alunno debbano concorrere sia l’azione didattica, attuata nella più viva collaborazione tra docente e discenti, sia il ripensamento individuale realizzato con lavoro personale dell’alunno a casa. Ma di questi due momenti della preparazione culturale il primo è quello che più profondamente e durevolmente incide nello spirito dell’alunno; se esso difetta, difficilmente l’altro momento potrà consentirne un integrale recupero. Né, d’altra parte, è necessario insistere sulle ovvie considerazioni che il costringere i giovani ad aggiungere alle quattro o cinque ore di scuola altrettante, o anche più, ore di studio individuale a casa, oltre agli eventuali riflessi dannosi sotto il profilo igienico, contribuisce a determinare una preparazione lacunosa – per le scelte inevitabili che i giovani sono indotti di volta in volta a fare, quando non possono fronteggiare l’intero sovraccarico – e precaria, per l’impossibilità di una serena e approfondita maturazione delle conoscenze”.

Adeguate misure volte ad evitare che gli impegni di studio a casa siano inegualmente distribuiti e concentrati pesantemente in alcuni giorni della settimana

Si legge nella richiamata Circolare che “Sarà, quindi, cura dei capi d’istituto richiamare l’attenzione degli insegnanti su queste considerazioni e sulla opportunità che i docenti procedano preventivamente, anche con riunioni del Consiglio di classe, ad opportune intese e stabiliscano adeguate misure volte ad evitare che gli impegni di studio a casa siano inegualmente distribuiti e concentrati pesantemente in alcuni giorni della settimana. Quanto qui è stato detto si riferisce in modo speciale alle scuole secondarie superiori, poiché particolarmente nella nuova scuola media dell’obbligo, per l’impostazione sua stessa, già illustrata nei documenti ufficiali, ogni sovraccarico di compiti per casa è naturalmente escluso. L’esigenza di dosare opportunamente il lavoro scolastico non concerne soltanto i compiti da eseguire a casa, ma anche quelli da eseguire in classe, allo svolgimento dei quali un malinteso rispetto degli orari prestabiliti induce talvolta il docente a non attribuire il tempo necessario. Tali compiti sono in effetti particolari forme di lavoro individuale indispensabili per la formulazione di quei giudizi, che la scuola deve pur esprimere. Se le norme e la logica stessa di una prova scritta indicano un certo tempo come necessario perché la meditazione individuale possa dare risultati capaci di orientare efficacemente un giudizio, il costringere quella prova in un tempo inferiore vale a renderla inidonea. Anche per la situazione qui prospettata molte difficoltà possono essere superate mediante opportune intese tra i docenti, solleciti non solo delle proprie discipline, ma più ancora della totalità dell’opera educativa, la quale non può non essere facilitata anche da un giusto coordinamento”.

La Circolare n. 177 del 14 maggio 1969

La Circolare n. 177 del 14 maggio 1969 (mai abrogata ma, di fatto, certamente, superata dal decreto del Presidente della Repubblica n. 275/1999, che ha per oggetto il regolamento recante le norme sull’autonomia delle istituzioni scolastiche ai sensi dell’art 21 della legge n. 59 del 15 marzo 1997, ma sempre utile ai fini del dibattito sulla questione) pone l’attenzione del personale scolastico alle festività: “Riposo festivo degli alunni. Compiti scolastici da svolgere a casa. Con la Circolare del 20 febbraio 1964, […] venne richiamata l’attenzione dei capi d’istituto e degli insegnanti sulla necessità di non sottoporre gli alunni ad un carico eccessivo di lavoro per compiti scolastici da svolgere a casa. In quella occasione, fu posto in evidenza che alla formazione culturale dell’alunno concorre non soltanto l’azione didattica, attuata nella più viva collaborazione tra docenti e discenti, ma anche il ripensamento individuale realizzato con il lavoro personale dell’alunno a casa.

La ricerca da parte dei giovani di nuove conquiste, di nuovi ideali, in uno sforzo continuo di superamento di sistemi e di schemi di vita

La Circolare sottolinea come “La ricerca da parte dei giovani di nuove conquiste, di nuovi ideali, in uno sforzo continuo di superamento di sistemi e di schemi di vita non più aderenti alle esigenze sempre nuove e mutevoli della odierna società, una sempre più approfondita valutazione dell’importanza dei problemi del tempo libero, l’incidenza sempre più viva ed efficace sui giovani delle manifestazioni collaterali non proprie della scuola ma pur sempre riconducibili alle sue finalità e alla sua azione educativa, quali le attività sportive, ricreative e artistiche, inducono a considerare da un angolo visuale più ampio tutti i fattori e le componenti che concorrono, insieme e ad integrazione della tradizionale preparazione culturale dei giovani ai fini meramente scolastici, alla crescita e al completamento della personalità in vista dei successivi traguardi che la vita porrà dinanzi a ciascuno di essi.

Anche la consapevolezza e la comprensione al di fuori dell’ambito dell’attività prettamente scolastica di alcuni aspetti della dinamica della vita del nostro paese, quali la sua affermazione nel contesto del mondo civile, il suo progresso economico, lo sviluppo delle istituzioni democratiche, la partecipazione attiva a tutte le manifestazioni volte ad esaltare nelle coscienze gli ideali della democrazia, della libertà, della patria, della famiglia, postulando in maniera non meno sentita l’esigenza di nuove aperture in tema di processo formativo dei giovani. In questa prospettiva acquista particolare rilievo l’interessamento e la partecipazione dei giovani alla pratica degli sport (nuoto, sci, tennis, calcio, ecc.), specie se promananti dalla scuola medesima o da istituzioni aventi fini educativi, alle manifestazioni artistiche (concerti, teatro, mostre dibattiti, ecc.), alla visita dei monumenti, dei musei, delle gallerie, attività tutte che quasi sempre si svolgono nelle giornate domenicali e in altri giorni festivi. Si risolverebbero, tuttavia, in una vuota affermazione di principio la individuazione e la valorizzazione di un tale interessamento dei giovani alle anzidette manifestazioni, se la scuola non si preoccupasse di porre gli alunni nella condizione di poterne effettivamente fruire.

Nell’impegno di garantire agli alunni ogni possibilità e ogni componente di sviluppo della loro personalità, la scuola non può non preoccuparsi di rendere praticamente possibile questa più ampia e varia forma extrascolastica di arricchimento culturale e formativo. Inoltre, va considerato che nelle giornate festive e, in genere, anche nel pomeriggio del sabato, moltissime famiglie italiane, in cui entrambi i genitori svolgono un’attività lavorativa, trovano l’unica occasione di un incontro dei propri membri – innanzi tutto genitori e figli – più disteso nel tempo e, quando possibile, in ambiente diverso da quello dell’abituale dimora cittadina, più sereno nel riposo dal lavoro, di un incontro nel quale trovano alimento il rafforzarsi dei rapporti affettivi, lo scambio delle esperienze, il confronto dei comportamenti tra giovani e adulti; in una parola, si ricompone l’unità della famiglia, e questa attua la pienezza della sua essenza di primo e fondamentale nucleo sociale e della sua primaria funzione educativa”.

Non vengano assegnati compiti scolastici da svolgere o preparare a casa per il giorno successivo a quello festivo

Continua la Circolare “In considerazione del duplice ordine di esigenze finora prospettate, questo Ministero è venuto nella determinazione di disporre che agli alunni delle scuole elementari e secondarie di ogni grado e tipo non vengano assegnati compiti scolastici da svolgere o preparare a casa per il giorno successivo a quello festivo, di guisa che nel predetto giorno non abbiano luogo, in linea di massima, interrogazioni degli alunni, almeno che non si tratti, ovviamente, di materia, il cui orario cada soltanto in detto giorno. Si potrà del pari far luogo ad interrogazioni quando ciò sia richiesto dallo stesso interesse degli alunni, in vista di scrutini o di esami imminenti, ad esempio per poter riparare in caso di precedenti valutazioni sfavorevoli. […] Si confida che il personale docente coglierà appieno il senso delle disposizioni impartite, le quali, lungi da tendere ad una attenuazione dell’attività scolastica, si propongono di dare possibilità di maggiore impegno agli alunni nei giorni feriali e di rendere più completa e integrata l’azione educativa della scuola con gli apporti dell’azione formativa della comunità familiare e dei contatti che questa può favorire in sede extrascolastica con il mondo della natura, dell’arte, dello sport e con le libere attività di gruppi giovanili organizzati”.

I compiti dovrebbero essere svolti prevalentemente in classe

In una Circolare ai docenti, del 2019, così scrive il dirigente scolastico dell’I.C. di Brolo il prof. dott. Bruno Lorenzo Castrovinci “Lo stesso Ministro Giuseppe Fioroni con dichiarazione del 2008, mai smentita dai successivi responsabili del dicastero, riferiva che i “i compiti dovrebbero essere svolti prevalentemente in classe, in modo che i ragazzi possano interessarsi anche ad altro”. (…) Ne consegue che è intenzione di questa Dirigenza promuovere negli Organi Collegiali, titolari della didattica, a che i compiti a casa, nel Tempo Pieno, non siamo una regolarità e che ogni equipe educativa ne concordi tempi e modi con le famiglie nelle sedi opportune.

Lo sviluppo cognitivo

Continua il dirigente scolastico dell’I.C. di Brolo il prof. Dott. Bruno Lorenzo Castrovinci “In particolare si rammenta che lo sviluppo cognitivo deriva dalle numerose esperienze che l’alunno vive e in particolare queste ultime, nel periodo delle vacanze, possono arricchirsi con viaggi e attività svolti con la propria famiglia o semplicemente relazionandosi con i propri coetanei. Alcuni studenti potrebbero approfittare del maggior tempo libero, per viaggiare con l’immaginazione all’interno delle pagine di un libro, altri magari catturati dal fascino del cinema o semplicemente da una serie televisiva. Per non parlare delle numerose attività che si possono coltivare nel tempo libero, che spaziano dagli interessi scientifici a quelli culturali, artistici e sportivi”.

Non solo Primaria, ma anche per la Secondaria di I grado

Lo stesso orientamento – scrive nella sua Circolare che si allega come possibile modello, il dirigente scolastico dell’I.C. di Brolo il prof. dott. Bruno Lorenzo Castrovinci – vale per il Tempo Prolungato alla scuola secondaria di I grado, che avendo tempi più distesi, consente l’assegnazione dei compiti a casa, ma non in modo esagerato e in sovraccarico.

Circolare -Compiti-a-casa

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