CONCORSI

29 Marzo 2019

Concorsi ordinari: “Tra maggio e luglio i bandi per le maestre e le superiori, in autunno le prove. Il 10 per cento dei posti sarà riservato ai precari”

Sono questi i punti forniti dal ministro Marco Bussetti, ospite al sito di Repubblica

Scuola: ecco i concorsi

Quando ci sarà il nuovo concorso ordinario per diventare docenti? Il ministro annuncia un bando a breve – a maggio – per l’infanzia e la primaria da 16 mila posti, seimila in più rispetto a quelli inizialmente autorizzati. Entro l’estate – luglio – arriverà il bando per le superiori e medie. In autunno inizieranno i concorsi veri e propri per portare decine di migliaia di docenti in cattedra a partire da settembre 2020. “La scuola ha numeri che consentiranno di assumere molte persone nei tre anni. Quante? Più di 50 mila. Il tema del reclutamento e della stabilizzazione dei docenti attraverso i concorsi ci sta a cuore”.”Terza fascia? Facciamo i concorsi e avranno soddisfazione”

“Terza fascia? Supereranno l’esame contenti”

I precari con 36 mesi di servizio avranno il 10 per cento dei posti riservati nei concorsi. Bussetti ha evidenziato le tante forme di reclutamento che la scuola ha conosciuto nei decenni e che hanno prodotto molti contenziosi e promette di fare ordine: “Tiriamo una linea sui concorsi straordinari, l’ultimo sarà quello delle Diplomate magistrali”. Agli insegnanti di Terza fascia dice: “Il passaggio attraverso le procedure concorsuali non deve spaventare, chi non vince sarà abilitato e agevolato nel concorso successivo. Una volta superato il concorso i precari avranno grande soddisfazione perché nessuno glielo avrà regalato”.

La regionalizzazione scolastica

E’ un altro tema che agita il mondo degli insegnanti e dei presidi e sul quale tutti i sindacati sono contrari. Il processo si è rallentato? “Il ministero ha consegnato il lavoro, noi abbiamo chiuso la parte tecnica, ora vedremo come andrà avanti, in accordo con i presidenti delle Regioni”, spiega Bussetti.

La nuova Maturità

La seconda prova con le due materie (Latino-Greco, Matematica-Fisica) preoccupa i diplomandi. Il ministro fa chiarezza: “Dobbiamo insistere nel comunicare meglio, chiariamo per esempio che la traduzione sarà di Latino e l’analisi di Greco”. Il testo portante, quindi, sarà in latino. Studenti del classico avvertiti. Altra indicazione arriva sull’orale: nelle buste non ci saranno domande, ma “spunti da cui partire per iniziare il colloquio interdisciplinare”. Bussetti aggiunge: “Nessun ministro prima di me si è mai preoccupato di fare simulazioni dell’esame”.

Gli stipendi degli insegnanti

Franco Capua, docente con 31 anni di servizio, mette il dito sulla piaga: salari fermi e blocco degli scatti di anzianità. “E’ mia intenzione lavorare sulla parte retributiva. Diciamo, però, che gli insegnanti rischiavano di perdere soldi a causa del vecchio contratto. Quello che dice il docente è vero, però con la Legge di bilancio al nostro ministero non abbiamo tagliato, abbiamo più o meno mantenuto quello che c’era. Entro il 2019 spero di chiudere il rinnovo del contratto. Vogliamo reclutare nuovo personale amministrativo, mettere a posto i dirigenti scolastici: vedrete che a settembre non ci saranno più le doppie reggenze”.

Il crocefisso nelle aule

Un lettore solleva il problema del crocefisso nelle aule, offensivo per chi non crede. “Che fastidio può dare agli atei un crocifisso?, replica Bussetti. E’ cultura, è storia, fa parte della nostra identità. Chiedo che rimanga al suo posto, se a qualcuno dà fastidio lo può dire. La nostra scuola italiana è inclusiva, possiamo vantarcene. I nostri docenti hanno un’attenzione e una sensibilità enorme su questo aspetto”.

L’Educazione civica

Sarà prevista un’ora aggiuntiva alle superiori – chiede un lettore -, cosa impraticabile se l’aggiunta sarà compensata tagliando un’ora di storia. “In aprile sarà calendarizzata la discussione per l’introduzione dell’Educazione civica, vediamo cosa uscirà. Non sarà un’ora in più, la materia sarà fatta all’interno delle ore curriculari, trasversale alle altre discipline, e il Consiglio di classe deciderà quali temi approfondire”. 

La Storia alla Maturità

“Il tema di Storia all’Esame di Stato veniva affrontato da basse percentuali di studenti”, si giustifica Bussetti toccato dalle critiche per l’eliminazione del tema specifico di Storia sll’esame di Maturità. “Lo studio della Storia è necessario, è la base da cui contestualizzare il presente. L’approfondimento, soprattutto della Storia recente, sarà favorito da queste nuove prove che richiedono conoscenza storica. Lo abbiamo già visto con le simulazioni realizzate in queste settimane sul tema di Italiano”.

da Repubblica.it

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