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Tecnicadellascuola.it – Dimensionamento scolastico: con il decreto Milleproroghe il taglio delle autonomie viene ridotto di 185 unità Reginaldo Palermo

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Con il decreto Milleproroghe varato nella giornata del 28 dicembre dal Consiglio dei Ministri viene apportata una modifica, temporanea ma significativa, al piano del dimensionamento delle istituzioni scolastiche previsto dalla legge di bilancio del 2023 e in particolare dal DM 127 del 2023.
Nel concreto le Regioni, per il solo 2024/25, avranno la possibilità di incrementare del 2,5% il numero delle istituzioni attivabili nel territorio.
Tali posti, essendo però provvisori, non potranno essere utilizzati né per le assunzioni né per la mobilità.

La novità più importante è però forse quella che segnala il ministro Valditara in un suo comunicato di queste ore: “Abbiamo previsto che i dirigenti scolastici titolari di più sedi possano essere supportati da docenti facenti funzioni vicarie per le sedi oggetto di dimensionamento”.
“Una scelta – aggiunge il Ministro – che da un lato conferma quanto da noi sempre detto, cioè che nessun plesso con la riforma del dimensionamento sarà chiuso, e che dall’altro consentirà di avere un servizio più capillare, a vantaggio di famiglie e territori, rispetto a quanto accadeva con la precedente organizzazione che vedeva un dirigente titolare su una sede scolastica e reggente sulle altre”.

A questo punto le Regioni avranno tempo fino al 5 gennaio per approvare il Piano (attualmente il termine ultimo è fissato al 30 dicembre).

Il Ministro precisa però che “poiché gli obiettivi di dimensionamento indicati per il triennio dal decreto 127 del 2023 non possono essere modificati, essendo questo un preciso adempimento del PNRR, l’eventuale incremento temporaneo di autonomie scolastiche per il prossimo anno scolastico dovrà essere riassorbito nel corso delle due annualità seguenti”.
Nel concreto, a livello nazionale, si parla di 185 posti in più: si va da poche unità per regioni come Abruzzo, Basilicata, Calabria, Liguria, Marche, Sardegna e Umbria fino a 18 sedi in più per la Sicilia, 21 per la Campania e 28 per la Lombardia.
Con questa operazione il Governo dà così una risposta, seppure parziale, alle Regioni che hanno mal digerito i tagli delle autonomie scolastiche ma sembra anche “aprire” alla possibilità di dare più spazio alle figure dei docenti “vicari” che, soprattutto nelle sedi oggetto di accorpamento, assumeranno di fatto un ruolo organizzativo rilevante.

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