Il decreto legge legato al PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) introduce diverse novità per il mondo della scuola. L’obiettivo principale è migliorare la qualità dell’insegnamento, rendere più efficiente l’organizzazione degli istituti e facilitare l’attuazione delle riforme previste dal Piano.
Le modifiche riguardano soprattutto:
- il reclutamento e la mobilità dei docenti
- l’organizzazione delle scuole (dimensionamento)
- il rinvio del nuovo ordinamento del personale ATA
- il rafforzamento degli istituti tecnici e degli ITS Academy
- il supporto alla digitalizzazione e all’edilizia scolastica
Le novità sono contenute principalmente negli articoli 18 e 19 del decreto.
Reclutamento docenti: regole più chiare e meno rigide
Una parte importante del decreto riguarda il sistema di selezione e assegnazione degli insegnanti. Il PNRR punta infatti a garantire maggiore continuità didattica, cioè la possibilità per gli studenti di avere lo stesso docente per più anni, evitando cambi frequenti.
In questa logica, il sistema limita la mobilità dei docenti, ma introduce anche correttivi per tenere conto di situazioni personali particolari.
Ad esempio, viene confermata la possibilità di chiedere assegnazione provvisoria (anche in un’altra provincia) per avvicinarsi a un genitore con almeno 65 anni. Si tratta di una misura di equilibrio: da un lato si tutela la stabilità dell’insegnamento, dall’altro si riconoscono esigenze familiari importanti.
Nuovi elenchi regionali: più possibilità di essere assunti
Il decreto interviene anche sugli elenchi regionali, utilizzati quando le graduatorie dei concorsi risultano esaurite ma restano posti vacanti.
La novità principale è l’ampliamento della platea di candidati che possono essere inseriti negli elenchi:
- non solo gli idonei dei concorsi banditi dal 2020
- ma anche chi ha superato la prova scritta del concorso straordinario del 2019 per la scuola secondaria
In questo modo si crea un bacino più ampio di insegnanti, da cui attingere per coprire le cattedre libere più rapidamente.
Cambiano anche i criteri di posizione negli elenchi:
- conteranno la data del concorso
- e il punteggio ottenuto nelle prove
- non verranno invece valutati i titoli culturali o professionali
Lo scopo è rendere la selezione più semplice, uniforme e meno soggettiva.
Gli elenchi saranno divisi in due parti:
- candidati che hanno sostenuto il concorso nella stessa regione
- candidati che chiedono di inserirsi in una regione diversa
Si darà priorità a chi ha scelto fin dall’inizio quella regione, ma senza escludere la possibilità di coprire posti vacanti con candidati provenienti da altre aree.
Dimensionamento scolastico: risorse per evitare effetti negativi
Il decreto interviene anche sul cosiddetto dimensionamento scolastico, cioè il processo di riorganizzazione delle scuole che può comportare accorpamenti o modifiche delle autonomie.
Per evitare effetti negativi sull’organizzazione e sul personale, sono previste alcune misure di compensazione.
Le regioni che hanno già adottato i piani di dimensionamento riceveranno 19 milioni di euro aggiuntivi per l’anno scolastico 2026/2027. Queste risorse potranno essere utilizzate per incarichi temporanei di personale ATA (amministrativo, tecnico e ausiliario).
Inoltre, anche se una scuola perde formalmente autonomia a causa del dimensionamento, continuerà ad essere considerata autonoma dal punto di vista dell’organico ATA. Questo serve ad evitare tagli di personale che potrebbero creare difficoltà organizzative.
È previsto anche un fondo per consentire ad alcuni docenti di essere parzialmente esonerati dall’insegnamento per supportare i dirigenti scolastici nelle attività di riorganizzazione. Il limite di spesa è:
- 3 milioni di euro nel 2026
- 6 milioni nel 2027
Tutela delle scuole slovene in Friuli-Venezia Giulia
Una disposizione specifica riguarda le scuole con lingua di insegnamento slovena del Friuli-Venezia Giulia. Per tutelarne le caratteristiche culturali e linguistiche, potranno mantenere un numero maggiore di autonomie scolastiche rispetto a quanto previsto dalle regole generali sul dimensionamento, nel periodo dal 2027 al 2030.
Rinvio del nuovo ordinamento ATA
Il decreto rinvia di un anno l’entrata in vigore del nuovo ordinamento del personale ATA.
Il nuovo sistema partirà quindi dall’anno scolastico 2027/2028 invece che dal 2026/2027.
Questo rinvio serve a permettere una preparazione più graduale delle scuole e dell’amministrazione, evitando problemi organizzativi nella fase di avvio.
Istituti tecnici: più flessibilità per adattarsi al mondo del lavoro
In vista della riforma degli istituti tecnici prevista dal 2026/2027, il decreto aggiorna alcuni parametri organizzativi.
Il numero massimo di classi attivabili sarà calcolato prendendo come riferimento l’anno scolastico 2024/2025 invece del 2023/2024. La modifica consente di utilizzare dati più aggiornati e realistici.
Viene inoltre ampliata la possibilità di utilizzare quote di flessibilità oraria nel primo biennio. Questo permette alle scuole di adattare meglio i programmi alle esigenze del territorio e alle richieste del sistema produttivo locale.
L’obiettivo è rendere la formazione più coerente con le competenze richieste dalle imprese, migliorando l’occupabilità degli studenti.
ITS Academy: più collaborazione con le imprese
Gli ITS Academy (percorsi di alta formazione tecnica post-diploma) potranno utilizzare i propri laboratori anche attraverso collaborazioni temporanee con le imprese.
Questo consentirà:
- di ottenere risorse economiche aggiuntive
- di migliorare la manutenzione delle attrezzature
- di rafforzare il collegamento tra formazione e mondo del lavoro
La norma punta quindi a rendere gli ITS ancora più integrati nel sistema produttivo.
Digitalizzazione e edilizia scolastica: supporto fino al termine del PNRR
L’articolo 19 riguarda gli strumenti utilizzati dal Ministero dell’Istruzione per monitorare l’attuazione della Missione 4 del PNRR.
Vengono prorogate fino al 2026/2027:
- le attività del gruppo di supporto alla digitalizzazione delle scuole
- il lavoro delle équipe formative territoriali
Prosegue inoltre fino al termine del PNRR l’attività delle task force dedicate all’edilizia scolastica, con l’obiettivo di accelerare i lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza degli edifici.
Sintesi
Nel complesso, il decreto interviene con modifiche mirate per:
- rendere più efficiente il reclutamento degli insegnanti
- evitare effetti negativi della riorganizzazione delle scuole
- migliorare il collegamento tra istruzione e lavoro
- sostenere la digitalizzazione e la modernizzazione del sistema scolastico
Si tratta di interventi tecnici ma con effetti concreti sulla qualità dell’insegnamento e sull’organizzazione delle scuole nei prossimi anni.
Nota editoriale
Questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e revisionato dalla redazione.
