Notizie e comunicati

21 Maggio 2019

Europee, alla scuola le briciole

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5 February 2019

Prevale la richiesta generica di maggiori investimenti

di Angela Iuliano

Investimenti. È la parola comune su scuola e istruzione dei programmi per le elezioni europee di domenica. Ma molti partiti italiani che li invocano senza spiegare come finanziarli.

Il Movimento cinque stelle, ad esempio, parla genericamente di «investimenti per l’istruzione» «fuori dai vincoli di bilancio dell’Unione europea». Anzi, l’istruzione è il primo comparto che vuole togliere da questi vincoli. Ma quali tipo di investimenti intenda fare resta un’incognita.

La Lega nel suo manifesto programmatico elenca una serie di linee comuni ai partiti nazionalistici euroscettici di destra. Nelle dichiarazioni di Matteo Salvini, decisamente più ripiegate sulla politica nazionale, si ritrovano sugli slogan «prima gli italiani», e poi i giovani della generazione Erasmus rientro dei cervelli in fuga, reintroduzione dell’educazione civica a scuola (già approvata dalla Camera). Dall’altra parte, l’istruzione è una delle competenze che rientrano nella sovranità degli Stati membri. Tuttavia in base al principio di sussidiarietà sancito dai trattati europei, i Paesi dell’Unione europea possono migliorare i propri sistemi di istruzione e formazione lavorando insieme e imparando gli uni dagli altri, anche scambiando buone pratiche strategiche.

All’istruzione il Pd dedica il primo punto del programma: «Una nuova Europa con al centro le persone». La proposta è una garanzia europea per i bambini attraverso 6 miliardi di euro nel bilancio europeo per i ragazzi svantaggiati dell’Ue con l’obiettivo di eliminare la povertà infantile, garantendo a tutti i bambini a rischio povertà l’acceso gratuito all’istruzione. Ma anche riformare e ampliare Garanzia Giovani per favorire l’ingresso dei giovani alla formazione e al lavoro. Quindi uno spazio europeo dell’educazione e della ricerca, rendendo più europei i percorsi di studio e formazione, mobilitando le risorse necessarie europee e nazionali.

Non compare nel programma di Forza Italia la parola scuola. Mentre il solo riferimento alla ricerca come generica necessità di investimento in tecnologie, ricerca ed innovazione e di risorse appropriate per il digitale si ha nella sezione «dalla parte dei giovani e delle imprese». Tuttavia, senza precisare come raggiungere questi obiettivi. Scuola e ricerca assenti anche dal manifesto dei Popolari per l’Italia.

Secondo Fratelli d’Italia lo stop all’austerità comporterebbe anche investimenti in edilizia scolastica. Nel programma di Fdi anche l’incremento delle risorse per il diritto allo studio, asili nido aperti fino a tardi anche l’estate, efficientamento del percorso formativo per rendere competitivi i giovani italiani rispetto ai coetanei europei, concreto sistema di orientamento universitario e lavorativo. Ma anche contrasto all’ideologia del gender e più rispetto e tutela dei docenti, lotta al precariato, più risorse per la loro formazione e aggiornamento.

Università e impresa hanno ampio spazio nel programma di +Europa, che propone, tra l’altro, una loro maggiore integrazione economica grazie a un investimento maggiore in brevetti e ricerca, la creazione di hub della conoscenza per il Mezzogiorno d’Italia attraendo studenti universitari stranieri. Si punta anche a migliorare il sistema europeo di lifelong learning e a un sistema educativo più adatto alle esigenze della contemporaneità. Inoltre si vuole introdurre una mobilità formativa per i docenti ed aumentare il bilancio del programma Horizon per il 2021-27.

La Sinistra alla Maastricht dei trattati economici contrappone «la Maastricht dei saperi e della cultura» con obbligo scolastico a 18 anni, potenziamento della scuola pubblica, insegnamento laico e libero, Erasmus per più persone, università gratuita e senza numero chiuso.

da: Italiaoggi.it

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