Notizie e comunicati

3 Ottobre 2018

Il servizio da precari vale meno

Logo Italia oggi

9 January 2019

Lo ha statuito la Corte di giustizia europea: legittima la valutazione di 2/3 per ogni anno

Lo ha stabilito la Corte di giustizia europea con una sentenza emessa il 20 settembre scorso nella causa C-466/17. Il giudizio è scaturito a seguito del ricorso presentante da una docente di ruolo della provincia di Trento aveva presentato ricorso al giudice del lavoro contro il mancato riconoscimento dell’intero servizio preruolo ai uni della progressione economica di anzianità.

L’articolo 485 del decreto legislativo 297/94 prevede, infatti, che solo i primi 4 anni di servizio preruolo siano valutabili per intero ai fini della ricostruzione di carriera. E che gli ulteriori anni di servizio preruolo eccedenti il 4° anno debbano essere valutati solo per i 2/3. Ma si tratta di una valutazione provvisoria. Le frazioni di anni di preruolo che non vengono riconosciuti in prima battuta vengono attribuite dopo un certo numero di anni tramite la rielaborazione della ricostruzione di carriera.

Ciò avviene al compimento del 16esimo anno per i docenti laureati della scuola secondaria superiore e del ISesimo anno per i docenti della scuola dell’infanzia e primaria, della scuola media e per i docenti diplomati della scuola secondaria superiore. Pertanto, quanto più è lungo il periodo di preruolo, tanto più breve è il periodo di mancato riconoscimento per intero degli anni di preruolo. La docente, però aveva ritenuto comunque di procedere facendo riferimento alla clausola 4 dell’accordo quadro europeo sul lavoro a tempo determinato del 18 marzo 1999. Tale clausola prevede, infatti, che i lavoratori a tempo determinato non possano essere trattati in modo meno favorevole dei lavoratori a tempo indeterminato comparabili, per il solo fatto di avere un contratto o rapporto di lavoro a tempo determinato, a meno che non sussistano ragioni oggettive.

A fronte di tale premessa il giudice del lavoro di Trento aveva ritenuto di non procedere preferendo interpellare direttamente la Corte di giustizia europea. E i giudici di Bruxelles si sono pronunciati nel senso dalla legittimità dell’articolo 485 del decreto legislativo 297/94. La Corte ha argomentato la propria decisione spiegando che la diversità di valutazione dei servizi preruolo sia giustificata dall’esistenza di ragioni oggettive. Tali ragioni sono riscontrabili nel fatto che l’articolo 485 del testo unico «mira, in parte», si legge nella sentenza, «a rispecchiare le differenze tra l’esperienza acquisita dai docenti assunti mediante concorso e quella acquisita dai docenti assunti in base ai titoli, a motivo della diversità delle materie, delle condizioni e degli orari in cui questi ultimi devono intervenire, in particolare nell’ambito di incarichi di sostituzione di altri docenti».

Tanto più che «l’ordinamento giuridico nazionale attribuisce una particolare rilevanza ai concorsi amministrativi. La Costituzione italiana» argomentano i giudici di Bruxelles «al fine di garantire l’imparzialità e l’efficacia dell’amministrazione, prevede infatti, al suo articolo 97, che agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si acceda mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge». I giudici di Bruxelles hanno stabilito, quindi, che la clausola 4 dell’Accordo quadro del 1999 sul lavoro a tempo determinato deve essere interpretata nel senso che essa non osta, in linea di principio, a una normativa nazionale la quale, ai fini dell’inquadramento di un lavoratore in una categoria retributiva al momento della sua assunzione in base ai titoli come dipendente pubblico di ruolo, tenga conto dei periodi di servizio prestati nell’ambito di contratti di lavoro a tempo determinato in misura integrale fino al quarto anno e poi, oltre tale limite, parzialmente, a concorrenza dei due terzi.

La sentenza della Corte di giustizia pone una pietra tombale sul contenzioso seriale in atto in que sta materia. L’ordinamento comunitario, al quale l’Italia aderisce in quanto componente dell’Unione europea, è un ordinamento di common law. Il che vuole dire che le sentenze emesse in sede europea vincolano i giudici italiani a decidere in conformità con le statuizioni in esse contenute. Fermo restando il giudicato. Vale a dire: fatta salva l’intangibilità degli effetti delle sentenze ormai definitive. Allo stato attuale, dunque, si prospettano i seguenti scenari. Il primo riguarda i docenti che hanno vinto cause con sentenze definitive. Che manterranno il diritto a disporre delle somme già incas- sate e a continuare a percepire le retribuzioni calcolate sulla base delle ricostruzioni di carriera elaborate in attuazione di tali sentenze definitive. Il secondo è quello dei docenti che si trovano in pendenza di giudizio. A questi insegnanti si applicherà il principio enunciato dalla Corte di giustizia e, quindi perderanno le cause in corso. Il terzo scenario riguarda il futuro. E cioè i potenziali ricorrenti che dovessero decidere di intentare ex novo cause in questa materia.

Questi ricorrenti, oltre ad andare incontro a sicura soccombenza, dovranno anche affrontare il rischio concreto di dover rifondere le spese legali all’amministrazione. La ricostruzione di car riera è un provvedimento che consiste nel riconoscimento dei servizi preruolo ai fini della progressione economica di carriera (cosiddetti gradoni). Il beneficio è riconosciuto a domanda dell’interessato. L’istanza va presentato entro il 31 dicembre di ogni anno, così come previsto dal comma 209, dell’articolo 1, della legge 107/2015.

La progressione di carriera è suddivisa in sei gradoni, che corrispondono ad altrettanti periodi che si maturano al compimento di determinati anni di servizio di ruolo o, comunque, di servizio non di ruolo riconosciuto per effetto dell’avvenuta ricostruzione di carriera: 1° gradone: da O a 8 anni di servizio; 2° gradone: da 9 a 14 anni di servizio; 3° gradone: da 15 a 20 anni di servizio; 4° gradone: da 21 a 27 anni di servizio; 5o gradone: da 28 a 34 anni di servizio; 6° gradone: da 35 di servizio in poi.

L’articolo 489 del decreto legislativo 297/94, così come interpretato dall’articolo 11, comma 14, della lege 124/99, dispone che il periodo di servizio è considerato come anno scolastico intero se ha avuto la durata di almeno 180 giorni oppure se il servizio sia stato prestato ininterrottamente dal l°febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale. Fermo restando la valutazione dei 2/3 per gli anni eccedenti il 4°, così come previsto dall’articolo 485 del testo unico.

Fonte dell’articolo: Italia Oggi



Il servizio da precari vale meno

Pubblicato da Redazione Tuttoscuola Nell’ultimo decennio meno scuole ma sempre più grandi: in media ogni istituzione scolastica ha più alunni (+6%), più classi (+13%), più docenti (+39%), più plessi (da… [...]

Pubblicato da Anna Maria De Luca* Una “chiamata alle armi” per tutti coloro che lavorano, a qualsiasi titolo, nel mondo della scuola. È questo il senso delle poche righe che… [...]

Pubblicato da Redazione Tuttoscuola Dal 13 al 22 aprile e dal 15 al 25 luglio del 2023. Sono le due sessioni in cui potranno essere effettuate le prove per il TOLC (acronimo… [...]

Pubblicato da Redazione Tuttoscuola Sei un docente o un collaboratore scolastico? Sai che potresti avere una spada di Damocle sopra la testa?  Scopri perché, guarda il video La normativa vigente… [...]

Pubblicato da Redazione Tuttoscuola “Sul tema del dimensionamento scolastico vorrei precisare che le scelte del dicastero vanno nella doppia direzione di mitigare gli effetti delle normative precedenti e di osservare… [...]

Commenti

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Salvataggio di un cookie con i miei dati (nome, email, sito web) per il prossimo commento

Ultimi articoli

Diventare docenti 2 Dicembre 2022

Supplenze docenti, a dicembre ancora nomine da GPS 2022 con algoritmo

x Share on Social Media twitter facebook pinterest email Supplenze anno scolastico 2022/23: la pubblicazione dei bollettini con i docenti nominati in base alle preferenze espresse nella domanda presentata su Istanze online entro il 16 agosto ore 14.

Guide e Vademecum 2 Dicembre 2022

La gestione amministrativa e contabile con riflessioni sull’attività negoziale per i PON

x Share on Social Media twitter facebook pinterest email Argomenti La Dirigenza scolastica This category can only be viewed by members.

Guide e Vademecum 2 Dicembre 2022

L’ossiuriasi, cos’è: un esempio di circolare con protocollo di intervento

x Share on Social Media twitter facebook pinterest email La Dirigenza scolastica 2 Dic 2022 – 06:21 Di Antonio Fundarò L’ossiuriasi, cos’è: un esempio di circolare con protocollo di intervento 2 December 2022 L’ossiuriasi è un’infezione abbastanza frequente e diffusa tra i bambini.

Guide e Vademecum 2 Dicembre 2022

Iscrizioni 2023/24 dal 9 al 30 gennaio: gli adempimenti delle scuole

x Share on Social Media twitter facebook pinterest email Argomenti Scadenze This category can only be viewed by members.

torna all'inizio del contenuto