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19 Dicembre 2018

Istruzione, lavoro e ricchezza? Si ereditano dalla famiglia

Bankitalia: la scuola non è più ascensore sociale

Istruzione, reddito da lavoro e ricchezza continuano a ereditarsi da genitori ai figli, con una tendenza tornata in aumento negli ultimi anni e che portano il nostro l’Italia fra i Paesi con meno mobilità fra generazioni. A sottolineare che l’ascensore sociale si è rotto è uno studio della Banca d’Italia sulla persistenza tra generazioni in Italia (www.banacaditalia.it/pubblicazioni). Le condizioni di partenza restano così decisive e largamente preponderanti per lo status, soprattutto se si considerano poi anche tutti gli altri fattori ambientali, come quartieri di provenienza, scuole frequentate, amicizie familiari. «La mobilità intergenerazionale costituisce un elemento cruciale in termini di uguaglianza», osserva lo studio. Ed evita forme di «tensioni nella popolazione svantaggiata». «Uno dei canali di trasmissioni delle condizioni di benessere dai genitori ai figli è l’istruzione», osserva l’istituto di palazzo Koch.

Sul banco degli imputati anche alcuni elementi che caratterizzano la struttura del sistema scolastico italiano che «contribuiscono al mantenimento delle diseguaglianze nei punti di partenza»: il giudizio all’uscita dalla scuola dell’obbligo è crescente con il livello di scolarità dei genitori, gli studenti si autoselezionano nei diversi indirizzi delle scuola superiore o nell’abbandono scolastico sulla base dei risultati precedentemente conseguiti e della professione e del titolo di studio dei propri genitori. In particolare, lo studio rivela che «la trasmissione intergenerazionale dei livelli di istruzione mostra un andamento calante per le generazioni nate fino alla metà degli anni Settanta, e un andamento crescente nelle generazioni successive».


I coefficienti di correlazione tra gli anni di studio dei padri e dei figli passano da valori prossimi a 0,55 per i nati prima degli anni Trenta a valori di circa 0,45 per i nati a partire dalla meta degli anni Cinquanta e fino agli anni Settanta. Per le generazioni successive si osserva un’inversione di tendenza. Il rendimento dell’istruzione ha un andamento oscillante negli anni, intorno al 6%. Gli anni di studio, invece, «sono sempre meno rilevanti nello spiegare la variabilità dei redditi da lavoro». Un risultato che si riscontra in particolare per gli anni dal 2000 al 2016. L’analisi ha, quindi, evidenziato un ruolo calante del fattore istruzione.

Decisamente crescente è invece il contributo dei fattori familiari diversi dall’istruzione. Come per l’istruzione e il reddito, «si riscontra una tendenza all’aumento della ereditarietà delle condizioni economiche in termini di ricchezza». Esaminando quanta parte della variabilità degli anni di istruzione di una persona è spiegata dalle sue condizioni di partenza, ovvero famiglia di origine e alcuni fattori (come il luogo di nascita e il sesso) che non sono sotto il suo diretto controllo, si riscontra un trend decrescente fino al 2006 (da 0,26 a circa 0,20), dal 2008 in poi nuovamente crescente, attestandosi nel 2016 su livelli analoghi a quelli del 1993.

Fonte dell’articolo: Italia Oggi

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