Nasce il Made in Mim: via libera alla vendita dei prodotti delle scuole

Nasce il Made in Mim: via libera alla vendita dei prodotti delle scuole

Il ministero dell’Istruzione, insieme ad alcune importanti reti scolastiche, ha definito le regole per la vendita dei prodotti realizzati dagli istituti agrari e alberghieri con il marchio “Made in Mim”. Si tratta di un passo importante per valorizzare il lavoro degli studenti e rendere le produzioni scolastiche sempre più professionali.

Il protocollo è stato firmato dal ministero dell’Istruzione, dalla Renisa (Rete nazionale degli istituti agrari), dalla Renaia (Rete nazionale degli istituti alberghieri) e dall’IIS Umberto I di Alba. Il documento stabilisce le regole tecniche per l’uso del marchio e permette alle scuole di commercializzare ufficialmente i propri prodotti.

Il marchio “Made in Mim”, voluto dal ministro Giuseppe Valditara, nasce con l’obiettivo di dare valore alle attività pratiche svolte dagli studenti e di organizzare una vera e propria filiera produttiva all’interno delle scuole, simile a quella delle aziende professionali.

Anche se il marchio resta di proprietà del ministero dell’Istruzione, l’accordo affida all’Istituto Umberto I di Alba il compito di gestire concretamente le autorizzazioni all’uso del logo.

Autorizzazioni, controlli e registro ufficiale

L’istituto di Alba dovrà esaminare le richieste delle 69 scuole che fanno parte delle reti coinvolte. Solo quelle che rispettano tutti i requisiti potranno ottenere il marchio, attraverso una sublicenza della durata iniziale di tre anni.

Il protocollo prevede anche:

  • un registro ufficiale delle scuole autorizzate;
  • un sistema centralizzato per la promozione dei prodotti;
  • strumenti di tracciabilità, con l’obbligo per gli istituti di dichiarare quali prodotti utilizzano il marchio e in quali eventi vengono proposti;
  • controlli sull’uso corretto del logo.

Se vengono riscontrate irregolarità, l’autorizzazione può essere revocata e la scuola può essere cancellata dal registro.

Requisiti richiesti alle scuole

Per poter usare il marchio “Made in Mim”, le scuole devono rispettare precise condizioni. In particolare devono:

  • avere una partita IVA;
  • gestire in modo separato la contabilità delle aziende-laboratorio;
  • garantire standard minimi di produzione;
  • rispettare tutte le norme previste per la produzione e il trasporto degli alimenti, come qualsiasi altra azienda del settore.

Si tratta quindi di una selezione vera e propria: solo le scuole in grado di organizzarsi in modo professionale potranno utilizzare il marchio.

Un modello simile al franchising pubblico

Questo sistema porterà alla creazione di una rete strutturata di istituti che operano secondo regole comuni, molto simile a un modello di franchising pubblico, dove il marchio garantisce qualità, controlli e serietà.

Per quanto riguarda la vendita, grazie a un precedente accordo, i prodotti “Made in Mim” – come vino, olio, miele, ortaggi, frutta, confetture, pasta, salse e servizi di catering – potranno essere distribuiti in diversi canali:
aeroporti, stazioni ferroviarie, mercati agroalimentari, piattaforme online, vendita diretta nelle scuole, ma anche supermercati e negozi specializzati.

Un’opportunità concreta per far conoscere le eccellenze scolastiche e offrire agli studenti un’esperienza formativa sempre più vicina al mondo del lavoro.

Nota editoriale

Questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e revisionato dalla redazione.

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