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17 Settembre 2022

Pensione anticipata ordinaria rimandata al 2023: si rischia qualcosa?

Pensione anticipata ordinaria rimandata al 2023: si rischia qualcosa?

17 September 2022

RIschi per chi rimanda la pensione al prossimo anno non dovrebbero essercene. Cerchiamo di capire perchè.

Chi ha raggiunto già i requisiti per accedere alla pensione anticipata prevista dalla Legge Fornero, ha il timore che una eventuale riforma possa andare ad abolire la misura o a cambiarne i requisiti di accesso. Rispondiamo a tal proposito alla domanda di un nostro lettore che ci scrive:

Buon giorno,

sono un lavoratore privato che ha maturato 42anni 10 mesi di lavoro il 30 aprile 2022. Per ragioni personali intendo lavorare fino a dicembre 2023, la domanda è la seguente;

a gennaio 2023 cambiasse qualcosa sulle pensioni la mia anticipata (Fornero) rischierebbe qualcosa?

Grazie in anticipo

Pensione anticipata, cosa si rischia se si rimanda?

Grosse possibilità che nel 2023 la Legge Fornero possa subire dei cambiamenti non ce ne sono. Non era nelle intenzioni del Governo uscente modificare pensione di vecchiaia e pensione anticipata, e non credo possa essere neanche nelle intenzioni di quello che si andrà a formare.

In ogni caso siamo a settembre e mettere mano ad una riforma strutturale che vada a stravolgere la legge previdenziale in vigore è impensabile, non ci sarebbe il tempo materiale. Soprattutto alla luce del fatto che il nuovo esecutivo dovrà pensare alla Legge di Bilancio.

Qualsiasi misura venga prevista a livello previdenziale per dare maggiore flessibilità in uscita, infatti, può essere inserita solo nella Legge di Bilancio per avere effetto dal 1 gennaio 2023. E potrà trattarsi si una misura sperimentale che vada ad affiancare in qualche modo la Legge Fornero. Rischi, quindi, da questo punto di vista non se ne corrono proprio per il prossimo anno.

Ma, anche prendendo in considerazione la remota possibilità che si intervenga in tal senso, lei ha cristallizzato il suo diritto ad accedere alla pensione con 42 anni e 10 mesi di contributi. E potrà continuare ad esercitare tale diritto anche negli anni successivi. In ogni caso lei arriverebbe al 31 dicembre 2023 con oltre 44 anni di contributi e anche se ci fosse qualche modifica difficilmente le sarebbe impedito di accedere alla pensione.

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