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30 Agosto 2022

Riforma pensioni: esiste qualche nuova possibilità di uscita?

Riforma pensioni: esiste qualche nuova possibilità di uscita?

30 August 2022

LA riforma pensioni, attualmente, è ferma e per avere certezze sulle possibilità di pensionamento 2023 bisogna attendere la legge di Bilancio di fine anno.

La grande incertezza che la situazione previdenziale italiana vive negli ultimi anni si riflette, purtroppo, sulla pianificazione del pensionamento dei lavoratori. Misure che cambiano di anno in anno portano a non riuscire a capire se si ha diritto o meno di centrare il pensionamento. Rispondiamo ad un nostro lettore che ci scrive:

Gentile Patrizia Del Pidio,

  probabilmente non si ricorderà neanche di me ma, io le scrissi una mail il 7 marzo del 2021, ad oggetto “chiarimenti status lavorativo-previdenziale” a cui, lei, con la gentilezza e la grande professionalità che la contraddistingue, rispose il giorno dopo, mi ha risposto  chiarendomi come mai nessuno era stato capace di fare prima, quale era la mia posizione lavorativo-previdenziale ed ancora oggi non bastano le mie parole per ringraziarla.  

Se ho deciso di riscriverle è per la grande stima che ho di lei e delle sue conoscenze in materia e credo che solo lei può darmi ancora una volta, chiarimenti reali  ed esaurienti.

Alla luce di tutte le novità previdenziali, vere o presunte, che giorno per giorno si susseguono; alla luce di tutte le iniziative del governo ad aiuti e a integrazioni del reddito e alla luce di tutte le vere o presunte “finestre” per favorire l’occupazione giovanile, “aiutando” chi sceglie di andare in pensione, concedendo un assegno almeno decoroso; sono qui per capire se c’è, appunto qualcosa che potrebbe fare al mio caso e prenderla al volo, come un autobus o un treno che passa una sola volta e…mai più. Ovvero quali indicazioni può darmi e quale strada migliore seguire. Oppure mi consiglia di metterci, per sempre una pietra sopra e soffocare, come tante altre, l’ultima speranza per vivere qualche giorno per me stesso.

Non avrò mai parole per ringraziarla.

Gennaro

P.S. le ricordo, brevemente, la mia situazione personale:

Sono nato nel 1958 e a settembre di quest’anno compirò 64 anni

Ho studiato fino a 5 esami dalla laurea in giurisprudenza, lasciando inesorabilmente, per sopraggiunti“incidenti di percorso” che la vita, quando ci scova, riserva a ciascuno di noi. Fui esonerato dalla leva militare, come tanti altri ragazzi, per i terremoti in Campania dell’’80 e del 82.

Dal 1993 al 2010 – Lavoratore autonomo (servizi) versando contributi previdenziali altissimi; dal 2010 al 2012 – ho lottato contro un cancro devastante alla gola, ottenendo, oltre ad un po’ di vita ancora, un decreto di invalidità definitivo, del 100% con gravità e una L. 104 art. 1, comma 1 (non so ancora a cosa serve)

Sto ancora restituendo all’INPS (a rate mensili) somme, a loro dire, “percepite indebitamente” (assegno di invalidità) riscosso per circa 18 mesi dopo che ero stato assunto dalla clinica, in cui attualmente lavoro. 

Dal 2012 ad OGGI lavoro come dipendente presso una clinica privata, con mansioni amministrative e…sono davvero molto stanco, perché nel frattempo sono intervenute altre e diverse patrologie che non mi consentono proprio una vita agevole. Ancora grazie….grazie…grazie di tutti i chiarimenti che ancora una volta potrà darmi.

Pensione, quali novità ci sono?

Purtroppo nell’ultimo anno e mezzo poco è cambiato. La riforma pensioni, ad oggi, è tutta fondata su ipotesi e nessuna è la certezza che si ha circa quella che potrebbe essere la misura che sarà introdotta per scongiurare un brusco ritorno alla Legge Fornero. Sicuramente se un intervento deve esserci sarà inserito nella prossima legge di Bilancio dal governo neoeletto dalle elezioni di settembre. E per saperne la portata e i beneficiari, purtroppo, è necessario attendere, appunto, la nuova manovra che, attualmente, proprio per il cambio di governo, non è prevedibile cosa conterrà.

Allo stato attuale e senza nessuna nuova misura, grosse possibilità di pensionarsi a breve non ne ha. Ha 17 anni di contributi come autonomo e circa 10 come dipendente della clinica privata a cui aggiungere la maggiorazione contributiva per i disabili che le spetta dal riconoscimento dell’invalidità civile al 100%. Si tratta di circa 20 mesi di contributi figurativi che si sommano ai 27 anni che già possiede portandola ad avere circa 29 anni di contributi.

Se, come si vocifera, il prossimo anno dovesse essere prorogata l’Ape sociale potrebbe accedervi, al raggiungimento dei 30 anni di contributi, come invalido. Se non vuole attendere potrebbe capire se può riscattare almeno 1 anno e qualche mese di vuoti contributivi (ma in questo caso le consiglio di rivolgersi ad un patronato per capire se ci sono periodi che è possibile riscattare onerosamente) per raggiungere già nel 2022 i 30 anni di contributi che le permetterebbero l’accesso alla misura.

In ultima analisi, poi, potrebbe provare a chiedere l’assegno ordinario di invalidità. Lavorando nel settore privato e avendo contributi anche da autonomo rientrerebbe nel diritto se le venisse certificata la perdita della capacità lavorativa (riferita alle sue mansioni) superiore a due terzi. In questo caso potrebbe, a sua scelta, percepire l’assegno e continuare a lavorare, magari anche a orario ridotto, fino alla pensione o smettere di lavorare e vivere dell’assegno ordinario. Essendo una misura contributiva sarebbe, infatti, calcolato sui contributi versati e sarebbe pari a quello che percepirebbe di pensione se accedesse oggi.

Inoltre, essendo l’assegno ordinario di invalidità valido per un triennio (poi rinnovabile a richiesta) l’accompagnerebbe alla pensione di vecchiaia. Ma mi preme informarla di una cosa fondamentale: se l’AOI le dovesse essere riconosciuto non avrebbe più nessuna possibilità di potersi pensionare con anticipo con altra misura (l’assegno esclude la possibilità di pensione anticipata) e dovrebbe attendere il compimento dei 67 per accedere alla pensione di vecchiaia. In ogni caso, carte alla mano, le consiglio di rivolgersi ad un patronato per capire come meglio muoversi nella sua situazione.

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