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2 Agosto 2022

Riforma pensioni, quali sono le misure proposte da ogni partito?

Riforma pensioni, quali sono le misure proposte da ogni partito?

2 August 2022

Ecco come potrebbe cambiare la legge previdenziale con il nuovo Governo che prenderà in carica il compito di rendere più flessibile l’uscita.

Il 31 dicembre 2022 anche la Quota 102 scade. Sarà possibile ancora utilizzare la misura per accedere alla pensione, dopo questa data, solo per chi ha perfezionato o riesce a perfezionare i requisiti entro la fine di quest’anno.  Niente più pensioni con le quote e si torna definitivamente alla Legge Fornero, la nostra legge previdenziale mai abolita (nonostante la propaganda di molte forse politiche).

Se non ci sarà un intervento al riguardo del governo il rischio è quello di poter utilizzare, a partire dal 1 gennaio, solo l’anticipata ordinaria e la misura di vecchiaia. E proprio per questo motivo che tutti i partiti stanno dicendo la loro per proporre una soluzione al problema, complice anche la campagna elettorale in attesa delle elezioni di settembre.

Con la crisi di governo niente riforma pensioni

Il Governo Draghi, tra mille difficoltà, aveva avviato tavoli di confronto con i sindacati per giungere all’individuazione di una misura flessibile che permettesse di superare anche la scadenza della quota 102.

Con la crisi di governo e le dimissioni di Mario Draghi, ovviamente, questo compito spetterà al nuovo governo. La misura potrebbe essere inserita in Legge di Bilancio, am si potrebbe decidere anche di rinnovare, eventualmente, Ape sociale e opzione donna, entrambe in scadenza a fine anno. Ma dovrà anche essere trovata una soluzione per evitare lo scalone di gennaio 2023.

Tante le idee avanzate dalle diverse forze politiche che potrebbero, tra l’altro, darci un’idea di quello che potrebbe accadere in base a chi vince.

Le proposte di Pd e M5S

Il Partito democratico di Enrico Letta punta su donne, giovani e usuranti proponendo una Ape sociale Più, aiuti per i giovani e il rinnovo dell’opzione donna. In questo modo la flessibilità è mirata unicamente a chi si vuole tutelare a cui aggiungere, appunto, una pensione di garanzia per i più giovani.

Il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte non vuole più sostenere il sistema delle quote ma punta alla proposta elaborata da Pasquale Tridico della pensione a due tempi. La prima parte a 63 o 64 con la sola quota contributiva maturata. Per la pensione piena bisogna attendere i 67 anni. A questo, ovviamente, aggiunge anche il riscatto gratuito della Laurea, sempre ipotizzato da Tridico. Ma si guarda con favore anche all’Ape sociale allargata.

Per Lega e FdI la scelta è diversa

La Lega di Matteo Salvini propone la quota 41 per tutti per addolcire i requisiti richiesti per l’anticipo dalla legge Fornero. Ma a questa formula di pensionamento aggiunge anche una sorta di sconto per le donne che potrebbero uscire con soli 39 anni di contributi. Lo sconto spetterebbe solo per le donne con figli: un anno per ogni figlio avuto, fino ad un massimo di 2 o 3 anni di contributi in meno da versare.

Giorgia Meloni sembra approvare la scelta di Salvini ma al contempo propone anche “detassare quella parte della pensione che gli anziani dedicano al sostentamento di figli e nipoti”.

Forza Italia, ormai, ha il suo cavallo di battaglia nella pensione minima a 1000 euro. Ma non transige sull’età di accesso che deve restare a 67 anni perchè ” l’aspettativa di vita degli italiani sale e se non sale anche l’età pensionabile saltano i conti dell’Inps”

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