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11 Novembre 2022

Rinnovo contratto scuola, i sindacati soddisfatti dell’accordo. Ma attendono le altre risorse

Rinnovo contratto scuola, i sindacati soddisfatti dell’accordo. Ma attendono le altre risorse

11 November 2022

È stato firmato in Aran con tutte le organizzazioni sindacali rappresentative l’accordo per erogare l’anticipazione della parte economica del Comparto Istruzione e ricerca 2019-2021, che interessa un milione e 232.248 dipendenti, di cui un milione e 154.993 appartenente ai settori scuola e AFAM (compresi 850mila docenti) e 77.255 dei settori Università (con esclusione dei docenti) ed enti di ricerca.

Ecco le dichiarazioni dei segretari generali delle organizzazioni sindacali rappresentative che hanno firmato l’ipotesi di CCNL

FRANCESCO SINOPOLI, FLC CGIL – Abbiamo acquisito la gran parte delle risorse a favore dello stipendio tabellare a fronte di un’inflazione che ha raggiunto livelli insostenibili per i salari delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto, soprattutto in considerazione di un contratto scaduto ormai da tre anni. Il testo sottoscritto prevede chiaramente che il negoziato continui nei prossimi giorni. Le questioni sul tappeto sono tante, andremo avanti a tappe forzate sia sui restanti aspetti economici sia su tutta la parte normativa per firmarla entro dicembre.

IVANA BARBACCI, CISL SCUOLA – Questo accordo è stato a lungo atteso ed è il frutto di un lavoro costante di negoziazione.

Finalmente abbiamo trovato un punto di intesa soddisfacente e questo ha permesso di accelerare i tempi. Siamo soddisfatti, ma sappiamo che rimane molto da fare: questo è il primo passo di un percorso che continua, per riconoscere in modo giusto il valore del lavoro nella scuola, colmando distanze che non hanno ragion d’essere anche rispetto ad altri settori del lavoro pubblico.

GIUSEPPE D’APRILE, FEDERAZIONE UIL SCUOLA RUA – È un punto di partenza, continueremo a valutare nel merito – commenta Giuseppe D’Aprile, segretario generale Uil Scuola Rua. Nei prossimi giorni partirà la trattativa per la parte normativa del Contratto Istruzione e Ricerca. Non possiamo dire quanto ci vorrà con esattezza per concluderla, ma l’urgenza è massima. Le cose da fare sono ancora molte – aggiunge – la riforma degli ordinamenti del personale Ata, la valorizzazione dei Dsga, la mobilità le relazioni sindacali e la formazione, tutti istituti giuridici che fino ad oggi non erano regolamentati dal contratto nazionale ma che lo saranno in futuro attraverso una sequenza contrattuale specifica”.

ELVIRA SERAFINI, SNALS CONFALSL’attuale congiuntura economica fa sì che quest’accordo vada incontro alle immediate esigenze dei lavoratori interessati. L’anticipo del mese di dicembre del 95% della parte economica del contratto va proprio in questa direzione. Per quanto ci riguarda è altrettanto importante garantire la continuità della discussione sugli aspetti normativi del contratto riferiti ai vari settori oltre che naturalmente la residua parte degli aspetti economici anche riferiti alle ulteriori risorse disponibili per i singoli settori.

RINO DI MEGLIO, COORDINATORE NAZIONALE FEDERAZIONE GILDA-UNAMS –  È positivo che tutti coloro che lavorano nel comparto ricevano un sostanzioso acconto sulla parte economica. Adesso continuiamo a trattare sulla parte normativa dove tra le varie questioni bisogna intervenire sui vincoli alla mobilità e sui diritti dei lavoratori precari. Sono già tantissime le sentenze che stabiliscono un’equiparazione di trattamento con il personale assunto a tempo indeterminato e quindi dal contratto devono essere eliminate tutte le norme discriminatorie.

Contratto scuola, aumenti e arretrati docenti e Ata: tutte le cifre per grado scolastico e anzianità di servizio [scarica TABELLA]

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