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17 Settembre 2022

Sostegno, Osservatorio 182: “Un errore confermare i modelli PEI e il range per la quantificazione delle ore”

Sostegno, Osservatorio 182: “Un errore confermare i modelli PEI e il range per la quantificazione delle ore”

17 September 2022

Il Ministero dell’Istruzione intende confermare i nuovi modelli di PEI con la quantificazione del sostegno in base a “range” predeterminati. Per l’Osservatorio182 sarebbe un grave errore che analizza le notizie tramite un comunicato stampa.

Il Ministero dell’Istruzione, secondo indiscrezioni dell’incontro del 14 settembre con le associazioni presenti nell’Osservatorio Inclusione, sembrerebbe intenzionato a confermare l’intero impianto del decreto interministeriale n.182/2020, già integralmente annullato dal TAR del Lazio per “illegittimità”, riproponendo, fra l’altro, anche la quantificazione del sostegno didattico in base a “improbabili e inverosimili” range predeterminati sulla base di un non ancora esistente Profilo di funzionamento.

Secondo l’Osservatorio182, un’iniziativa che sta accogliendo l’adesione di molte associazioni impegnate nella tutela del diritto allo studio degli alunni e delle alunne con disabilità, la riproposizione dei range è sbagliata e si può spiegare soltanto con l’aspirazione del MEF a ridurre il numero di insegnanti da incaricare su posto di sostegno (già la relazione illustrativa della legge di bilancio prevedeva la riduzione annua di 5000 docenti proprio per effetto della nuova modalità di determinazione del fabbisogno di sostegno didattico).  

In merito al tanto discusso “esonero”, invece, sembrerebbe che da parte del Ministero vi sia un serio ripensamento; evidentemente il Ministero forse ben sapeva di non dover inserire una misura che, ricordiamo, il TAR del Lazio ha definito discriminatoria.

L’abolizione di tale possibilità rappresenterebbe quindi una evidente ammissione dell’errore commesso sin dalla prima versione in bozza del 182/2020, presentata all’Osservatorio scolastico alla fine dell’agosto 2020 per acquisirne il parere favorevole. 

In merito alla riduzione dell’orario di frequenza le indiscrezioni sono vaghe. E questo evidentemente desta la nostra preoccupazione. Al tempo stesso, va detto, sorprende il fatto di voler a tutti i costi proporre una misura “che non ha motivo di essere introdotta”, salvo che non si miri a ridurre le cattedre di sostegno! Non vi è altra spiegazione. La normativa vigente, infatti, contempla, laddove sussiste la questione della “validità dell’anno scolastico”, la possibilità di specifiche deroghe, previste per tutti gli alunni e le alunne della scuola italiana (ricordiamo che per infanzia e primaria non vi sono vincoli sul numero di giorni di frequenza). Ridurre l’orario scolastico è quindi, a nostro avviso, “illogico”.

Resta poi la questione della composizione del GLO: secondo il decreto 182/2020 i genitori risultano essere soggetti “che partecipano ai lavori del GLO” e non “componenti a tutti gli effetti”; questo significa forse che importanti decisioni riguardanti le scelte educative, che la Costituzione affida ai genitori, potrebbero essere assunte anche in assenza del loro consenso? Può essere… In caso di dissenso allora, la famiglia cosa potrebbe fare? Non le resterebbe che impugnare il Verbale dell’incontro. Dal 1994, è noto, il PEI era elaborato “congiuntamente”, e quindi frutto di una condivisione, da parte dei soggetti coinvolti (famiglia, scuola, ASL). Con il decreto 182 questa condivisione viene meno. Su questo punto come penserà di agire il Ministero? Intende forse insistere con questa esclusione?

Indiscrezioni a parte, l’Osservatorio182 auspica che il Ministero dell’Istruzione possa concordare con il Ministero dell’ Economia e della Finanza una radicale e seria riformulazione del decreto 182/2020, in modo che sia rispettosa del diritto allo studio di ogni singolo alunno e alunna con disabilità.

Al tempo stesso si auspica che le questioni attinenti all’istruzione siano riconsegnate alla pedagogia. Va quindi restituita dignità alla dimensione pedagogico-didattica del Piano Educativo Individualizzato, rammentando anche al MEF che la Corte Costituzionale, in tema di diritto allo studio degli alunni e delle alunne con disabilità, ha già sentenziato che «È la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l’equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione».

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