A partire dall’anno scolastico 2026/27 cambia in modo importante il sistema con cui vengono assegnate le supplenze annuali (fino al 31 agosto) o fino al termine delle attività didattiche (30 giugno). La novità principale riguarda il funzionamento dell’algoritmo utilizzato per assegnare gli incarichi.
Cosa prevede la nuova normativa
La modifica è contenuta nell’Ordinanza Ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026, in particolare nell’articolo 12, comma 10.
In sintesi, la norma stabilisce tre punti fondamentali:
- Una volta assegnata una supplenza, l’operazione non viene rifatta.
- Se un docente rinuncia a un incarico, non può far ripartire il sistema né essere riconsiderato per altre classi di concorso o tipi di posto.
- Tuttavia, se dopo il primo turno si liberano nuovi posti (anche a causa di rinunce), queste disponibilità vengono usate in nuove fasi di assegnazione, rivolte ai docenti che non hanno ancora ricevuto incarichi. [orizzontescuola.it]
“L’algoritmo torna indietro”: cosa vuol dire davvero
L’espressione “l’algoritmo torna indietro” va intesa in senso pratico.
In passato, chi non otteneva una supplenza al primo turno — magari perché tra le preferenze indicate non c’erano posti disponibili — rischiava di essere escluso dalle fasi successive.
Con il nuovo sistema, invece, accade questo:
- Se un docente viene “saltato” nel primo turno perché non trova una sede tra quelle scelte,
- non viene escluso definitivamente,
- ma viene riesaminato nei turni successivi, se si liberano nuovi posti compatibili con le sue preferenze. [orizzontei…egnanti.it]
In altre parole, il sistema “torna indietro” a riconsiderare gli aspiranti che non hanno avuto incarichi, dando loro un’altra possibilità.
Perché è stata introdotta questa novità
Questo cambiamento serve a rendere il sistema più equo.
Prima, infatti, l’assegnazione dipendeva molto dalla casualità:
chi capitava in un turno in cui c’erano posti disponibili aveva più fortuna.
Ora, invece:
- si dà maggiore importanza al punteggio e alla posizione in graduatoria;
- si riduce l’effetto “lotteria” legato alla disponibilità dei posti in un determinato momento.
Quali sono le conseguenze pratiche
Questa novità ha diversi effetti concreti:
1. Le graduatorie scorrono più lentamente
Poiché ogni docente può essere riconsiderato in più turni, le GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze) impiegheranno più tempo a scorrere.
2. Più possibilità di ottenere incarichi dalle GPS
Diventa più probabile che le supplenze vengano assegnate direttamente dalle GPS, con minor bisogno di ricorrere alle graduatorie di istituto.
3. Maggiori opportunità per chi non ottiene subito un posto
Chi non riceve incarico al primo turno non è più fuori dai giochi, ma può essere chiamato successivamente.
4. Più responsabilità nelle scelte
Al tempo stesso, la rinuncia a un incarico resta penalizzante:
chi rifiuta una supplenza non può rientrare nel meccanismo per quella stessa procedura.
Attenzione alla domanda: cambia la strategia
Un altro aspetto importante riguarda la compilazione della domanda per le supplenze, in cui si possono indicare fino a 150 preferenze.
Con il nuovo sistema:
- non è più necessario inserire tutte le sedi possibili “per paura di restare senza incarico”;
- però è fondamentale ragionare bene sulle scelte, perché:
- le disponibilità non sono ancora complete quando si presenta la domanda (tra il 16 e il 29 luglio);
- le opportunità possono cambiare nei turni successivi;
- la propria posizione in graduatoria diventa ancora più determinante.
In sintesi
La novità dell’algoritmo che “torna indietro” introduce un sistema più flessibile e, soprattutto, più giusto:
- nessuna esclusione definitiva dopo il primo turno;
- possibilità di essere “ripescati” se emergono nuovi posti;
- maggiore valorizzazione del merito e del punteggio;
- meno casualità nelle assegnazioni.
Allo stesso tempo, però, richiede più attenzione nelle scelte e nelle eventuali rinunce.
Nota editoriale
Questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e revisionato dalla redazione.
